9) Rosmini. Caratteri dell'idea dell'essere.
Rosmini osserva che l' idea dell'essere, anche se  il risultato
di un processo di astrazione, precede l'astrazione stessa in
quanto fornisce i principi, fra cui quello di non contraddizione,
che rendono possibile ogni procedimento di pensiero.
A. Rosmini, Nuovo saggio sull'origine delle idee.

CAPITOLO sesto.
SI RIONFERMA IL PRINCIPIO cinquecentounesimo TUTTA QUEST'OPERA,.
MOSTRANDO CON NOVO ARGOMENTO CHE L'IDEA DELL'ESSRER.
E' DI TAL NATURA,.
CHE L'UOMO NON PUO' FORMARSELA CON  L'ASTRAZIONE.

 l454. Se noi potessimo formarci coll'astrazione l'idea
dell'essere, ella non sarebbe in noi anteriore ad ogni sperienza.
Non ci avrebbe in tal caso alcun ragionamento a priori, delle
forze del quale noi parliamo in questa Sezione. Giova dunque
rinforzare qui maggiormente quel vero che nella Sezione seconda e
nelle seguenti fu dimostrato, cio che l'idea dell'essere non ci
pu venire dall'astrazione, porgendomene una nova occasione
l'analisi test fatta di quest'idea.
Esaminiamo la natura dell'astrazione, e fin dove si stendano le
sue forze. Astrarre non vuol dire che dividere e considerare una
parte, un elemento d'una cosa in separato dall'altro, come se
l'altro non fosse. Quando dunque analizzo un'idea, non fo che
trovare ci che nell'idea si contiene, e non impongo alcuna legge
all'idea, non fo che adattarmi a lei: non dico gi io prima, La
tal cosa si dee trovare in questa idea, la tal cosa non ci si dee
trovare: colla pura astrazione io non posso stabilire alcuna di
queste regole, ma solo riconoscere ci che , senza definire ci
che deva essere.
Pure la formazione degli astratti  soggetta a certe leggi
immutabili. A ragion d'esempio, io posso in virt dell'astrazione
considerare l'estensione in linea retta separatamente
dall'estensione in superficie ed in solidit: ma questo astratto,
ch'io mi sono formato della linea retta,  soggetto a questa
legge, ch'egli non possa essere ragionevolmente da me creduto un
vero ente per se sussistente e diviso dall'altre due dimensioni.
All'opposto io considero d'una colonna la met superiore, e
astraggo dalla inferiore: questa specie d'astratto non soggiace
alla legge stessa, ma pu esser da me considerato come un ente
che sussiste anche realmente diviso e staccato dalla met
inferiore della colonna. Astraggo da un corpo il peso; quel corpo
senza peso io posso considerarlo astrattamente a mio piacere; ma
con questa legge, che ov'io lo consideri privo di peso, nol possa
considerare insieme pesante, ch l'una o l'altra cosa contraria 
a me pensabile, non due contrar insieme. L'astrazione dunque ha
dei limiti, delle leggi che dee mantenere; e si riducono a queste
tre: l ella non pu fare che due cose che sono ripugnanti non
sieno tali; 2 che un accidente si possa concepire sussistente
privo di sostanza; 3 e che un effetto si possa concepire privo di
causa. Queste tre prime leggi dell'astrazione non sono dunque
prodotte dall'astrazione, ma s dall'efficacia de' tre princip,
di contraddizione, di sostanza e di causa. L'efficacia dunque di
questi tre princip non pu nascere dall'astrazione, ma
l'astrazione  una facolt a questi princip subordinata, che li
segue e ad essi ubbidisce, e non li produce punto.
Ora questi princip, che impongono confini e leggi all'astrazione
stessa, come alle altre operazioni dell'umano intendimento, non
sono che l' idea dell'essere considerata nelle sue applicazioni.
L'idea dell'essere dunque dirige colla sua efficacia intima e
impone leggi all'astrazione, e non pu per conseguenza da questa
esser prodotta ed originata (243).
l455. Perci quando io nel corso di quest'opera chiamo d'idea
dell'essere in universale astrattissima, non intendo che sia dalla
operazione dell'astrarre prodotta, ma solo ch'essa sia per sua
natura astratta e divisa da tutti gli esseri sussistenti. E
veramente in ordine alle astrazioni formate potrebbe dirsi che ve
n'abbia alcuna pi astratta dell'idea stessa dell'essere, giacch
l'idea d' unit, di possibilit eccetera sono idee che suppongono
un'astrazione formata sull'essere stesso, bench esse non si
possano pensare dalla mente se questa non tenga presente l'
essere, e a questo le riferisca.
A. Rosmini, Nuovo saggio sull'origine delle idee, Libraria
Editoriale Sodalitas- Centro internazionale di studi rosminiani,
Stresa, riproduzione anastatica in due volumi dell'edizione Intra
del l875-l876, volume I, pagine 662-664.
